Bollettino n. 12/2009


Tipografia Solares, Bormio 2009, pp. 318
Il numero è disponibile al costo di euro 10,00

 

 Indice

 

Remo Bracchi, “Parlar in cosc’ta” – Il “Vocabolario furvese” del fondo Ascoli e l’inchiesta dell’ALI sul gergo dei calzolai della Valfurva
Remo Bracchi persenta due inediti di una certa importanza per la documentazione diacronica del gergo dei calzolai di Valfurva (al plat di scióbar): Un quadernetto ritrovato – quasi per caso – nel Fondo Ascoli, risalente a prima del 1873 e l’inchiesta condotta nel 1937 da Ugo Pellis per conto dell’ALI. Il Bracchi propone la trascrizione e il confronto anche con la raccolta di Glicerio Longa, edita nel 1912.

Elio Bertolina, Le opere e i giorni
La scansione durante le stagioni e durante l’anno delle attività contadine e artigiane nella Valfurva di qualche decennio orsono. Elio Bertolina ha compilato una sorta di inventario che fa rivivere, con nostalgia, un mondo ormai quasi dimenticato.

Gabriele Antonioli, Gli esiti della sentenza del Sant’Uffizio, nel processo contro Domenica e Balserino Pradella accusati di stregoneria
Nel 1663 il Sant’Uffizio intervenne in merito al procedimento giudiziario contro Domenica fu Vitale Pradella, detta la Castelera di Semogo. Gabriele Antonioli dà notizia del ritrovamento dei relativi atti presso l’archivio romano. Nell’impossibilità di procedere alla trascrizione, a causa dell’inchiostro troppo acido che ha letteralmente bucato i fogli del registro, l’autore riassume il contenuto in forma di regesto.

 
Daniela Valzer, Quando il fonte battesimale andò in mille tochi. Cronava di uno strano atto vandalico nella Livigno del Seicento
Le gelosie e rivalità tra Cò de sór e Cò de sót, ovvero tra spazón e truz (che insieme costituiscono l’abitato di Livigno), hanno portato i più esagitati a commettere nel 1656 atti sacrileghi, quali l’assalto al fonte battesimale che andò in mille tochi. Daniela Valzer descrive la vicenda in cui, ancora una volta, aleggia un po’ di odore di stregoneria.
 
Ilario Silvestri, La strada di Fraele negli scritti di Ignazio Bardea
Delle vie che collegavano Bormio a Bolzano il Bardea si era già occupato nello Spione chinese. Ecco una serie di altre memorie trascritte da Ilario Silvestri, riguardanti le vie di Fraele e dell’Umbrail e le prospettive di inizio Ottocento di costruzione di una strada carrabile che consentisse un transito più agevole tra Bormio e l’Oltralpe, così come sollecitato dai ministri dell’Impero Asburgico.

Stefano Zazzi, “Giovannino” risplende ancora in una casa di via Zuccola
Stefano Zazzi descrive l’intervento di restauro di un affresco, attribuito a Giovannino da Sondalo, presente su una casa di via Zuccola, a Combo.

Maurizio Less, Carlo Marni e Paolo Colberg, Bormio, Collegiata. Il trionfo della musica liturgica, olio su tela, 1666 – Note sugli strumenti musicali
Del gigantesco dipinto del Marni e Colberg, detto Il trionfo della musica liturgica, aveva già parlato la dott.ssa Cecilia Ghibaudi (v. Bsav n. 11/2008). Ora il musicologo Maurizio Less ne descrive i numerosi strumenti musicali raffigurati.

Rosaria Giacomelli-Ivanna Motta, Un percorso attraverso le Bibbie delle biblioteche delle parrecchie dell’Alta Valtellina
Rosaria Giacomelli e Ivanna Motta descrivono gli antichi fondi librari delle Parrocchie dell’Alta Valle, concentrandosi in particolare sulle svariate e pregevoli Bibbie ivi presenti.

Lorenza Fumagalli, Regolamenti, avvisi, ordinanze e deliberazione di Bormio promosse dal sindaco Pietro Rini ai primi del ‘900
Lorenza Fumagalli presenta e trascrive alcuni dei regolamenti promossi dal Sindaco di Bormio Pietro Rini a inizio Novecento, relativi ai più disparati argomenti: igiene, irrigazione e strade, contrattazione di bestiame, macellazione e vendita carni, panettieri e così via.

Mario Simonelli, Il Prevosto Nicolò Zaccaria, mineralogista e archeologo
Don Nicolò Zaccaria non si occupò soltanto della cura delle anime sondaline, durante la seconda metà dell’Ottocento. Fu anche mineralogista e archeologo. A lui si devono gli scavi nella zona del castello di Boffalora, a lui però si devono anche la singolare alienazione di alcuni oggetti rinvenuti e oggi inesorabilmente dispersi.

 
Gisi Schena, Frontale tra Otto e Novecento
Il Chronicon della Parrocchiale di Frontale offre a Gisi Schena l’opportunità di scrivere un frammento di storia della frazione sondalina, attraverso le annotazioni fatte da alcuni parroci, col piccolo giallo dello strappo di alcune pagine – evidentemente scomode – di questo registro. In particolare l’autrice si sofferma sulla figura del bormino don Camillo Valota che resse la cura delle anime dei frontalaschi durante il periodo prebellico e quindi della seconda Guerra Mondiale, che lo vide deportato prima a Mauthausen e quindi a Dachau.
 
Anna Lanfranchi, “… Perché non resti il parroco svergognato…”. Breve cronaca di alcuni burrascosi rapporti tra parroco e parrocchiani a Premadio
Il sottotitolo recita: “Breve cronaca di alcuni burrascosi rapporti tra parroco e parrocchiani a Premadio”. Singolari vicende, tragicomiche e grottesche, desunte dal Chronicon, raccontate con freschezza di stile dalla ricercatrice Anna Lanfranchi, che ci offre – dopo il suo precedente articolo sulla parrocchia di Oga (v. Bsav n. 11) – un altro curioso esempio di tensione dei rapporti tra curato e parrocchiani.
 
Francesco Cossi, Il parco dell’Ospedale Eugenio Morelli a Sondalo
Il Sanatorio di Sondalo è un grandioso capovoloro di architettura. Il suo parco non è da meno. Francesco Cossi oltre a descriverne le origini e le alterne fortune, accompagna il lettore in un ideale percorso tra i numerosi viali, viottoli, scale, piazzole, aiole, spiegando anche le tante specie vegetali piantumate che rendono questo giardino un vero unicum nell’arco alpino. 
 
Davide Dei Cas, La storia del ritrovamento di una moneta di epoca romana a Bormio negli anni ’50 del secolo scorso
Davide Dei Cas ricorda il rinvenimento a Bormio di una moneta di epoca romana che appartiene alla sua famiglia. Un’occasione per rinnovare la memoria del compianto prof. Albino Garzetti che decifrò e catalogò la moneta, così utile alla storia antica di Bormio.
 
Giuseppe Cola-Davide De Monti, La valanga di neve e ghiaccio caduta sull’abitato di Cepina il 16 maggio 1926
Con la solita competenza scientifica, Giuseppe Cola e Davide De Monti ripercorrono la cronaca della devastante valanga che cadde sull’abitato di Cepina nel 1926, formulando ipotesi sulla genesi dell’evento con un’analisi sul ghiacciaio del Vallecetta in base alla cartografia dell’epoca.