Bollettino n. 20/2017


Bollettino n. 20/2017 – Centro Studi Storici Alta Valtellina

Tipografia Solares, Bormio 2017, pp. 320

ESAURITO

Indice

Remo Bracchi, Grazie Max Pfister 

Un saluto al prof. Max Pfister, nato a Zurigo il 21 aprile 1932, deceduto a Saarbrücken il 21 ottobre 2017), direttore del LEI – Lessico Etimologico Italiano di Saarbrücken, collaboratore e prefatore di buona parte dei dizionari etimologici pubblicati in Valtellina in quest ultimi venticinque anni. La sua scomparsa è quindi una grande perdita anche per noi.

Remo Bracchi, Toponimi dialettali

“Uno degli esempi più caratteristici in questo percorso di una fantasia d’amore è rappresentato dalla Val Viòla. C’è chi ha pensato di porre all’origine del nome il colore della nostalgia…” Remo Bracchi presenta una serie di toponimi valtellinesi reinterpretati dalla fantasia popolare, riproponendone l’esatta etimologia.

Ilario Silvestri, Gli Umiliati a Bormio

Con questo breve saggio lo storico Ilario Silvestri ricorda la presenza del conventino degli Umiliati a Bormio, ordine sciolto da papa Pio V nel 1571.

Massimo Prevideprato, Episodi di stregoneria nel Terziere superiore nel XVII secolo

In mancanza dei verbali di processo, Massimo Prevideprato attraverso una minuziosa ricerca negli archivi di Grosio e di Coira, riesce a darci un’idea del fenomeno della stregoneria tra 1500 e 1600 nel Terziere superiore e in particolare a Grosio, soffermandosi in particolare sui bambini-stregoni.

Daniela Valzer, Le maligne voglie di Nocciolino Serratrusc e Vitale Capol

Molestie e violenza carnale non sono un fenomeno soltanto attuale. Daniela Valzer racconta le vicende esaminate dal tribunale di Bormio tra 1747 e 1749 che vedono protagonisti personaggi altolocati del Bormiese che hanno approfittato di inermi fanciulle. Nei verbali, a questi personaggi vengono attribuiti nomignoli per la tutela dell’onorabilità delle famiglie cui appartengono.

Sara Silvia Piras, Otto anni, due mesi e due giorni: uno straniero nella Bormio del Diciottesimo secolo

Dal diario di un anonimo napoletano esce uno spaccato di vita della Bormio di metà Settecento, con i suoi commenti e i suoi rapporti con i bormini, tra i quali spicca Ignazio Bardea.

Cristina Pedrana, I confini in alta valle e la costruzione della strada dello Stelvio

Le ricerche di Cristina Pedrana inerenti alla strada dello Stelvio non conoscono sosta. Gli archivi di Milano e di Innsbruck riservano nuove sorprese che l’autrice descrive nel suo saggio.

Lorenza Fumagalli, L’acqua medicamentosa di Santa Caterina: una potenzialità turistica distrutta

Lorenza Fumagalli narra la breve parabola dell’acqua ferruginosa di Santa Caterina Valfurva, che tra fine Ottocento e inizio Novecento ha vissuto un periodo di splendore, per essere poi ignorata e dimenticata e, ora, infossata nel terreno palustre. In effetti, “una potenzialità turistica distrutta”.

Gisi Schena, Incontri e memorie nell’antica pensione Alpina di Livigno

La storia della pensione Alpina è la storia di Livigno per vari decenni a cavallo tra fine Ottocento e la prima metà del Novecento. All’Alpina facevano riferimento gli alpinisti inglesi, americani, tedeschi, tra cui Freshfield e Coolidge. All’Alpina soggiornavano i primi turisti di Livigno durante le brevi stagioni estive. La storia dell’Alpina è narrata con grande coinvolgimento emotivo da Gisi Schena, che ne ripercorre gli sviluppi: da locanda a cantoniera, a pensione e quindi a prestigioso albergo.

Raffaele Occhi, Personaggi dell’alpinismo in Alta Valtellina

Raffaele Occhi propone una panoramica sui primi alpinisti richiamati dalle montagne dell’Alta Valtellina e della Val Grosina: ritroviamo, tra gli altri, Freshfield, Coolidge, Sinigaglia, Galli Valerio, Corti…

Anna Lanfranchi, Quella bella gioventù… non l’auguro neanche a un cane!

Anna Lanfranchi trascrive e commenta le memorie di Stefano Cossi di Frontale, detto Podraga che ripercorre la sua gioventù da soldato, dall’arruolamento, al fronte in Albania, alla prigionia in Sicilia durante la seconda Guerra Mondiale. Il titolo dell’articolo è un amaro commento di Stefano che si legge nelle memorie.

Ilario Silvestri, Il gruppo scultoreo del Compianto nella chiesa plebana di Bormio

Il Compianto di Bormio, scolpito da Gioan Pietro Rocca, il mistero del Cristo morto scomparso da Bormio e ritrovato a Frontale dove attualmente si trova. Questi gli argomenti dell’articolo di Ilario Silvestri che indaga anche sugli aspetti antropologici del pianto e del compianto che accompagnano la morte.

Manuela Gasperi, Le tavolette votive della chiesa collegiata di Bormio

Il fortuito ritrovamento di 12 ex voto (XVII-XIX sec.) della Collegiata è lo spunto dell’articolo di Manuela Gasperi che illustra le scenette riportate nei piccoli quadri, segni tangibili della grande devozione popolare.

Matthias Walter, Francesco Sermondi. Un riformatore dell’arte svizzera di fondere le campane nel XVI secolo

Francesco Sermondi, campanarius partito da Bormio come fonditore ambulante, approdato a Berna diviene uno dei più celebri e apprezzati fonditori in Svizzera, riuscendo a conciliare la sua arte umanistica italiana con gli schemi nordici, per cui è annoverato come un vero e proprio innovatore. Matthias Walter ha scritto a più riprese sull’artigiano bormino. Qui si propone la traduzioni di uno dei suoi studi più interessanti.

Marc Philip Seiderl, Grand Hotel decorati a Bormio e in Engadina. La splendida opera di Antonio De Grada

Marc Philip Seidel ha il merito di avere riscattato il pittore Antonio De Grado, le cui opere sono sotto gli occhi di tutti, ma ormai nessuno ne ricordava il nome. Con questo breve saggio Marc Philip descrive alcuni affreschi realizzati da De Grada a Bormio (Bagni Nuovi) e in alcuni grandi alberghi engadinesi. Per chi fosse interessato si consiglia di visitare il sito: degrada.ch

Remo Bracchi, Gli abitanti delle dimore inaccessibili

Remo Bracchi con questo suo secondo articolo per questo Bollettino spigola tra le leggende valtellinesi pubblicate da vari autori, indagandone gli aspetti linguistici, etnografici e antropologici.

Mario Giovanni Simonelli, Vestigia arcaiche nella Tellina ‘terra alta’ di San Giovanni

Mario Giovanni Simonelli dà conto di alcune recenti scoperte di incisioni rupestri nel ricchissimo territorio Tellino. Un aggiornamento utile e interessante che arricchisce ulteriormente la bibliografia archeologica della Valtellina.